Vanity metrics VS realtà e fatturato: tu da che parte stai?

Ormai è un dato di fatto: la visibilità fine a se stessa non si traduce in vendite. Maggiore visibilità, senza scegliere a chi proporre e promuovere il nostro prodotto, non serve a nulla. Ovviamente questa affermazione è vera se vendiamo prodotti dedicati a specifici target. Se siamo una grande catena di fast food, dimenticate ciò che ho scritto sopra.

Qualche decennio fa, un piccolo ristorante di qualità di provincia, si sarebbe mai sognato di fare pubblicità in televisione? E una piccola azienda agricola o un laboratorio artigianale con capacità di produzione limitate?

NO!

Perchè?

Qualcuno potrebbe dire per i costi, io dico per il disinteresse nel andare a prendere un target così vasto e generico, che avrebbe portato tanta visibilità inutile al marchio.

Ma oggi, nel mondo social, si assiste sempre di più a questo fenomeno, al voler diventare virali in modo fine a se stesso. Pare costi poco, costa però spesso la reputazione (scusate, è poco?).

Le vanity metrics (ovvero i mi piace, le visualizzazioni e i followers) sono metriche che non danno indicazioni sul vero successo e il raggiungimento degli obiettivi di un’impresa. Al contrario, vanno a nutrire il proprio ego, ingigantendo la percezione di noi stessi: ci rendono forti, sicuri e, all’apparenza, invincibili. Senza un progetto di business e capacità imprenditoriali reali, tutta questa visibilità diventa un vero e proprio fuoco di paglia, che può trasformarsi facilmente in un incendio distruttivo. Tutto quello che torna in termini di visibilità non è sempre positivo. Un banale errore può infatti trasformarsi in un boomerang demolitore e credetemi, poi non c’è più nulla da fare. Tutto il vostro impegno, la vostra dedizione… pufff: sparita in pochi attimi.

Ecco perchè è importante a priori pensare a una strategia di comunicazione non basata sulle vanity metrics, ma su obiettivi SMART (acronimo di Specific, Measurable, Achievable, Relevant, e Time-bound) da costruire nel tempo. Sia per l’impresa media che quella più piccolina.

Azioni che nel tempo andranno a costruire la tua reputazione, in base agli obiettivi che ti sei prefissato e per determinate persone, quelle che hanno le caratteristiche di essere i tuoi potenziali clienti (che nel marketing oggi vengono chiamate buyer personas). Azioni che nel tempo potranno essere ottimizzate, in funzione alla risposta delle persone e all’incremento di visibilità, che deve essere sempre sostenibile in relazione al momento in cui la tua impresa si posiziona nel suo ciclo di vita, ma anche in relazione a quello che, effettivamente può offrire, considerando tutti i limiti del caso: luogo, spazio, tempo, persone.

Un progetto di marketing digitale e di comunicazione deve tenere conto di tutto questo. Il resto sono solo buffonerie.

E tu, vuoi tanti like sui post di Instagram o vuoi posizionare correttamente la tua azienda e accrescere il tuo fatturato?